Quando il semi-permanente ti tradisce

Non so se anche a voi è successo che sul più bello (e per più bello intendo quando vi siete preparate di tutto punto, siete in un ritardo-ladro, state uscendo di casa per andare all’appuntamento della vita e succede qualcosa) vi accorgete che nel medio e nell’anulare della vostra mano sinistra lo smalto semi-permanente è saltato via di netto, lo strato di vernice che le ricopriva si è staccato e se n’è andato senza neanche salutarvi.
Ecco mi rendo conto che ci sono cose più gravi nella vita. Però concedetemi che la mano con lo smalto rovinato o, peggio mi sento, con tre dita laccate e due no, sia nella scala della gravità delle cose almeno sopra 100. Con chi te la prendi? Non hai tempo nemmeno di chiudere la porta a chiave, figurati se puoi metterti a rimpiazzare lo smalto. Devi accettarti ed uscire di casa così.

Stamattina avevo appuntamento con il direttore della scuola di mia figlia alle 7.30 e sono andata all’appuntamento con tre dita super fashion color Tinted love (il mio rosso preferito) e due unghie senza smalto. Gli ho stretto la mano con l’altra, quella ‘sana’, e poi le ho messe in tasca tutte e due per paura di confondermi. Ho gesticolato tutto il tempo con le mani nelle tasche come una foca monaca che sta scalando l’Himalaya. Lui non faceva che guardarmi le braccia e sono sicura che avrà pensato che io gli abbia rubato la Mont Blanc dalla scrivania. Finite le chiacchiere, tanti saluti e me ne sono andata.

Prendo l’autobus e mi accorgo che è appena salito il papà più figo di tutto l’universo scolastico di Fulham, uno che quando io e le altre mamme lo vediamo iniziamo a darci tali gomitate che se non sto attenta e non mi riparo dai colpi prendo più botte che in un ring di box thailandese.

Lui, Mister LO SO CHE SONO FIGO, ha appena lasciato la sua bimba a scuola e sta portando la piccolina all’asilo. Lei è di una bellezza disarmante (da chi ha preso?!), occhi taglio indiano e capelli lucidissimi raccolti in una coda su un lato della testa. Sono seduti dietro di me. Io sono in piedi davanti a loro. Mi aggrappo con una mano e tengo l’altra rigorosamente in tasca.

L’autobus va veloce, uno stramaledetto pony express con scooter ci supera ad un semaforo e si mette davanti. L’autista frena di colpo. Il mio istinto di sopravvivenza mi fa uscire la mano moncherina dalla tasca per rafforzare la presa! Ed è qui che la piccola anglo-indiana affonda il suo colpo. Quegli occhi d’ebano trovano la mia mano. La puntano e si incupiscono. Sembrano parlare. Ma alla fine è quella boccuccia rosa a pronunciare le fatidiche parole: papà perché quella signora ha lo smalto solo su tre dita?

Credetemi, non ho avuto la forza di nascondere la mano. Ho approcciato un tentativo di rannicchiamento dita come per imboscarle nel palmo ma poi ci ho rinunciato.

Ho sempre odiato le bambine con la coda da una parte, la coda di cavallo si fa al centro, bassa o alta che sia.

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